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Giorgio Zanotto

Biografia

Giorgio Zanotto, presidente della Banca Popolare di Verona e componente del Comitato Esecutivo della Società Cattolica di Assicurazione, di cui era stato anche vicepresidente, è scomparso all’età di 79 anni il 24 ottobre 1999, proprio nel giorno in cui a Roma il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi avrebbe dovuto consegnargli l’onorificenza di Cavaliere del Lavoro, della quale era stato insignito il 2 giugno. Egli lascia a Verona e a tutti quelli che hanno potuto conoscerlo e apprezzarne le doti un grande esempio di vita impegnata al servizio della sua città, dapprima nella vita politica e amministrativa, quindi nell’attività bancaria come presidente della Banca Popolare di Verona.

Giorgio_Zanotto

La giovinezza

Nato a Verona il 19 dicembre 1920, nel 1939 inizia il suo cammino come studente di economia e commercio all’Università di Venezia, dove ha come insegnante il professor Amintore Fanfani, docente di storia economica, che lo introduce al pensiero di Jacques Maritain, il filosofo dell’umanesimo integrale. Si impegna anche nell’attività della Fuci, la Federazione degli Universitari Cattolici Italiani di cui è presidente nazionale Aldo Moro, e ne diventa presidente diocesano; in questa veste promuove e organizza con gli universitari cattolici veronesi la “Messa del povero” fondata da monsignor Angelo Grazioli, assistente diocesano della Fuci, per aiutare i bisognosi della città con la distribuzione di pasti caldi e viveri dopo la celebrazione di una Messa domenicale nella chiesa di Sant’Elena attigua al Duomo, e in questa attività prosegue anche dopo la laurea, ottenuta nel 1943. è attraverso la “Messa del povero” che conosce la futura moglie, Giovanna Tanara, dalla quale avrà cinque figli: Cesare, Paolo, Alberto, Michele, Giovanni. Frequenta assiduamente, anche nei giorni feriali, la chiesa di San Giorgio in Braida, e per alcuni anni è collaboratore di don Igino Mirandola come insegnante di catechismo agli “aspiranti” di Azione Cattolica della parrocchia.
Subito dopo la laurea, insegna matematica finanziaria all’Istituto tecnico “Lorgna” di Verona, e a questa esperienza giovanile, proseguita fino a quando non ne fu distolto da altre incombenze, resta sempre affettivamente legato, tanto da rimanere fino alla fine della sua vita “il professor Zanotto”. Nel 1946 entra a far parte dell’albo dei dottori commercialisti, iniziando a esercitare la libera professione, e dell’Ordine dei dottori commercialisti di Verona diventa segretario nel 1952. già in questi primi anni di insegnamento e di attività professionale dimostra il suo grande equilibrio, la sua capacità di approfondimento, la sua innata saggezza, ma soprattutto il suo genuino interesse nei confronti di tutte le persone che con lui venivano in contatto, tanto da essere ricordato ancor oggi con affetto rispettoso da quanti erano stati in quegli anni suoi studenti o clienti del suo studio professionale.

La giovinezza

Subito dopo la conclusione della guerra si iscrive alla Democrazia Cristiana di Verona al seguito di Giovanni Uberti e di Guido Gonella, ma, in anni difficili e intensi quali quelli che hanno caratterizzato prima la ricostruzione della città dalle distruzioni belliche e poi lo slancio ideativo verso le grandi realizzazioni degli anni Sessanta, il suo primario interesse non è tanto per la politica quanto per l’amministrazione. Nei primi anni Cinquanta è consigliere comunale di Verona, nel 1954 assessore alle finanze e nel 1956 succede a Giovanni Uberti nell’incarico di primo cittadino. Sono gli anni in cui Verona non soltanto progetta ma anche pone mano alle sue opere più significative, con Giorgio Zanotto sindaco, Renato Gozzi presidente della Provincia e Carlo Delfini presidente della Camera di commercio. Nel 1959, per iniziativa degli enti veronesi, nasce la libera università di Verona, che dopo quattro anni diverrà facoltà dell’Università di Padova. Zanotto con coraggio e responsabilità di primo cittadino guarda avanti, alla dimensione internazionale di Verona, e porta nel territorio del Comune di Verona l’incrocio tra le costruende autostrade Serenissima e del Brennero, che era stato deciso nei pressi di Peschiera. In quell’area trasferisce immediatamente la Dogana, prima allogata nella tradizionale sede cittadina del quartiere Filippini, per il primo nucleo di quello che diverrà il Quadrante Europa; mentre razionalizza la ZAI storica, promuove la rinascita e il grande sviluppo della Fiera di Verona e della stagione lirica areniana, di cui il sindaco di Verona è il presidente e il Comune di Verona allora l’unico socio; dall’aeroporto militare di Villafranca parte il primo volo di collegamento con Roma, seme del complesso aeroportuale odierno.

Giorgio Zanotto

Presidente di Banca

Nel 1978 il professor Zanotto diventa presidente della Banca mutua popolare di Verona, di cui era vicepresidente dal 1974; dopo due anni l’istituto di credito diventa soltanto Banca Popolare, a significare la volontà che l’Istituto di credito cittadino raffermi questa sua desinenza di essere e di voler restare al servizio della gente. Sotto la sua presidenza, dal 1978 ad oggi, la Banca Popolare conosce una grande espansione, cominciata dapprima con il più profondo radicamento nella realtà locale, e proseguita poi con l’acquisizione della Banca di Arzignano; più recentemente con una delle prime acquisizioni bancarie sul mercato aperto, nel 1994, del Banco di San Geminiano e San Prospero, e nel 1997 del credito Bergamasco, fino a giungere nel 1998 alla quotazione in borsa, dove le azioni vengono valorizzate dai massimi moltiplicatori di mercato.
L’impegno nella finanza e nel credito si esplica anche in altri modi: Zanotto è infatti vicepresidente del Credito Bergamasco, consigliere dell’Associazione Bancaria Italiana, e dell’Associazione delle banche popolari, vicepresidente dell’Istituto centrale banche popolari italiane e dal 1986 al 1995 vicepresidente del Banco Ambrosiano veneto, alla cui nascita ha dato un contributo determinante attraverso la fusione con la Banca Cattolica del Veneto, guidando le quattro Popolari venete nel primo patto del nuovo Banco Ambrosiano.

Giorgio Zanotto


Cattolica Assicurazioni

Nella Società Cattolica di Assicurazione Giorgio Zanotto comincia l’impegno di amministratore che lo porterà alle successive affermazioni sia nella vita pubblica che nell’attività bancaria. Sindaco supplente nel 1951, diventa sindaco effettivo nel 1957 e quindi nel 1961 consigliere, carica che terrà fino alla scomparsa, diventando poi vicepresidente dal 1961 al 1995. in tutti questi anni di vita societaria la presenza discreta e a volte sommessa del professor Zanotto, che amava convincere e non imporre ed era sempre aperto a qualsiasi contributo di idee e di proposte, è stata importantissima, per la sua grande conoscenza dei problemi societari ma anche per la sua affabilità e la sua concretezza, rivelatasi soprattutto in alcuni passaggi importanti per la vita e il progresso della Cattolica, che senza il suo lungo, partecipe e competente contributo non avrebbe potuto raggiungere i risultati che ora la rendono una delle Società assicurative più solide e stimate.

Giorgio Zanotto

L’uomo

Nella sua lunga e intensa vita, sempre impegnata in prima persona in ogni incarico che gli fosse affidato, il professor Giorgio Zanotto ebbe molti riconoscimenti e onorificenze, sia come rappresentate dell’Istituto bancario che presiedeva che come uomo: Cavaliere di Gran Croce nel 1993, ha ricevuto nel 1994 la medaglia Grata Beneficii Memoria e il Premio Europa Nostra, il Premio Società Letteraria nel 1995, nel 1997 il premio Domus Mercatorum e il premio Fedeltà al Lavoro, la medaglia d’oro della Croce Rossa nel 1999. In questo stesso anno è stato nominato Cavaliere del Lavoro.

Fondazione Giorgio Zanotto - Piazzetta Scala, 2 - cap. 37121 Verona - Telefono 045.9273112 - Fax 045.597992 - cf 93145690231